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giovedì 3 giugno 2010
lunedì 15 marzo 2010
Un'altra cena light ma veloce | Le uova in cocotte
Questa preparazione è di una semplicità imbarazzante..soprattutto per chi, come me, tiene in casa una confezione di cubetti verdi (ahem..spinaci surgelati) in caso d'emergenza.
Ebbene, non è che fosse proprio un'emergenza ma avevo voglia di provarle..
Accendere il forno a 180°.
Scaldare in padella i cubetti con un goccino d'acqua quindi li ho posti sul fondo delle cocottine, sgusciare due uova quindi condirle a piacere. Io ho spolverato semplicemente con del pepe nero macinato fresco!
Far cuocere in forno per circa 10', controllare più che altro il tuorlo che non deve rassodare completamente!
Slurp!

Ebbene, non è che fosse proprio un'emergenza ma avevo voglia di provarle..
Accendere il forno a 180°.
Scaldare in padella i cubetti con un goccino d'acqua quindi li ho posti sul fondo delle cocottine, sgusciare due uova quindi condirle a piacere. Io ho spolverato semplicemente con del pepe nero macinato fresco!
Far cuocere in forno per circa 10', controllare più che altro il tuorlo che non deve rassodare completamente!
Slurp!

martedì 27 maggio 2008
Color carota….non solo arancione!
La carota, dal greco karoton, derivante a sua volta da un termine sanscrito, è un tubero originario appunto dell'Asia Minore. Più di due millenni or sono la carota, allora dalla polpa bianca e fibrosa, era poco diffusa in Europa, dove solo nel 1500 si inizia a coltivarla, incrociandone le verità e selezionando quelle più croccanti e colorate che oggi conosciamo.
Bianche, arancioni o rosse, le carote si distinguono a seconda del colore, della taglia o dell'epoca di maturazione.
COMUNI
Le più diffuse dal punto di vista cromatico sono quelle di colore rosso-arancio, ricche di coloranti e vitamina A. Per quanto riguarda le dimensioni possono essere corte, mezzane o lunghe, mentre l'epoca di maturazione le suddivide in precoci, medie e tardive.
BIANCHE
Della stessa forma delle carote comuni, solo di taglia molto più piccola, la varietà "baby" è molto utilizzata nella ristorazione grazie alle sue dimensioni ridotte e alla forma regolare, che la rendono molto valida dal punto di vista dell'estetica di un piatto. In realtà il loro pregio si ferma qui, poichè a livello gustativo sono decisamente inferiori alle varietà comuni.
BABY
Le carote viola, la cui antica coltivazione è stata quasi totalmente soppiantata da quella delle varietà rosso-arancio, mostrano mezzo centimetro di colorazione violetta partendo dall'esterno verso l'interno, mantenendo però il centro arancione. Si rivelano particolarmente interessanti nella creazione estetica del piatto per la loro sezione bicolore.
SAPER SCEGLIERE
Al mercato: al momento dell'acquisto, privilegiate le carote con l'infiorescenza ancora attaccata, in quanto dal suo aspetto (colore verde intenso, foglie turgide) si determina anche la freschezza dei tuberi. Le carote devono avere colore luminoso, essere sode e fragranti. La loro dolcezza è proporzionale alle dimensioni dell'anima interna: più è piccola, più la carota è dolce. Scegliere dunque quelle con il picciolo più piccolo.
Le varietà: ricche di vitamina A, le carote non andrebbero mai acquistate già affettate, poiché la vitamina A tende ad ossidarsi rapidamente e a conferire un colore scuro alla sezione del taglio. Se in termini di calibratura le carote migliori sono considerate quelle di taglia media, in base al colore si sappia che più sono chiare, più sono dolci. Il colore delle varietà viola è dato dagli antociani, gli stessi pigmenti che colorano melanzane, mirtilli, uva e cipolle rosse
CONSERVARE
In frigorifero: prima di riporre le carote in frigorifero è opportuno eliminare l'infiorescenza, altrimenti quest'ultima, deteriorandosi rapidamente, comprometterebbe anche i tuberi ai quali è attaccata. La carota è resistente, nello scomparto di frutta e verdura si mantiene bene anche una decina di giorni, a patto di tenerla lontana da mele e pere, che producono etilene.
In salamoia: è una preparazione che consente di ottenere un prodotto croccante e di sapore marcato, che si accentua in proporzione alla quantità utilizzata di aceto, zucchero e sale (da privilegiare il sale di Maldon, dal gusto meno invasivo). Le carote in salamoia si conservano in frigorifero per una settimana, se pastorizzate anche un anno a temperatura ambiente.
DEGUSTARE
Il succo: numerosi i suoi utilizzi: con l'aggiunta di succo d'arancia diviene una bevanda fresca, dissetante ed ipervitaminica; condito con olio, sale e pepe può essere servito come aperitivo; bollito e ridotto al minimo, filtrato e poi montato con fiocchi di burro si trasforma in una salsa densa e concentrata, da abbinare a pesci, carni e frattaglie.
Bollite o in purea: per ottenere delle carote bollite dal gusto più accentuato, si aggiunga una punta di zucchero all'acqua di cottura. Per creare una purea di carote, preparazione generalmente poco usata, ma non per questo meno buona, è meglio non utilizzare carote bollite in acqua, ma cotte in forno a 120° per due ore.
Nei prossimi giorni...TORTA di CAROTE, CIOCCOLATO E NOCCIOLE! Stay tuned!
Bianche, arancioni o rosse, le carote si distinguono a seconda del colore, della taglia o dell'epoca di maturazione.
COMUNI
Le più diffuse dal punto di vista cromatico sono quelle di colore rosso-arancio, ricche di coloranti e vitamina A. Per quanto riguarda le dimensioni possono essere corte, mezzane o lunghe, mentre l'epoca di maturazione le suddivide in precoci, medie e tardive.
BIANCHE
Della stessa forma delle carote comuni, solo di taglia molto più piccola, la varietà "baby" è molto utilizzata nella ristorazione grazie alle sue dimensioni ridotte e alla forma regolare, che la rendono molto valida dal punto di vista dell'estetica di un piatto. In realtà il loro pregio si ferma qui, poichè a livello gustativo sono decisamente inferiori alle varietà comuni.
BABY
Le carote viola, la cui antica coltivazione è stata quasi totalmente soppiantata da quella delle varietà rosso-arancio, mostrano mezzo centimetro di colorazione violetta partendo dall'esterno verso l'interno, mantenendo però il centro arancione. Si rivelano particolarmente interessanti nella creazione estetica del piatto per la loro sezione bicolore.
SAPER SCEGLIERE
Al mercato: al momento dell'acquisto, privilegiate le carote con l'infiorescenza ancora attaccata, in quanto dal suo aspetto (colore verde intenso, foglie turgide) si determina anche la freschezza dei tuberi. Le carote devono avere colore luminoso, essere sode e fragranti. La loro dolcezza è proporzionale alle dimensioni dell'anima interna: più è piccola, più la carota è dolce. Scegliere dunque quelle con il picciolo più piccolo.
Le varietà: ricche di vitamina A, le carote non andrebbero mai acquistate già affettate, poiché la vitamina A tende ad ossidarsi rapidamente e a conferire un colore scuro alla sezione del taglio. Se in termini di calibratura le carote migliori sono considerate quelle di taglia media, in base al colore si sappia che più sono chiare, più sono dolci. Il colore delle varietà viola è dato dagli antociani, gli stessi pigmenti che colorano melanzane, mirtilli, uva e cipolle rosse
CONSERVARE
In frigorifero: prima di riporre le carote in frigorifero è opportuno eliminare l'infiorescenza, altrimenti quest'ultima, deteriorandosi rapidamente, comprometterebbe anche i tuberi ai quali è attaccata. La carota è resistente, nello scomparto di frutta e verdura si mantiene bene anche una decina di giorni, a patto di tenerla lontana da mele e pere, che producono etilene.
In salamoia: è una preparazione che consente di ottenere un prodotto croccante e di sapore marcato, che si accentua in proporzione alla quantità utilizzata di aceto, zucchero e sale (da privilegiare il sale di Maldon, dal gusto meno invasivo). Le carote in salamoia si conservano in frigorifero per una settimana, se pastorizzate anche un anno a temperatura ambiente.
DEGUSTARE
Il succo: numerosi i suoi utilizzi: con l'aggiunta di succo d'arancia diviene una bevanda fresca, dissetante ed ipervitaminica; condito con olio, sale e pepe può essere servito come aperitivo; bollito e ridotto al minimo, filtrato e poi montato con fiocchi di burro si trasforma in una salsa densa e concentrata, da abbinare a pesci, carni e frattaglie.
Bollite o in purea: per ottenere delle carote bollite dal gusto più accentuato, si aggiunga una punta di zucchero all'acqua di cottura. Per creare una purea di carote, preparazione generalmente poco usata, ma non per questo meno buona, è meglio non utilizzare carote bollite in acqua, ma cotte in forno a 120° per due ore.
Nei prossimi giorni...TORTA di CAROTE, CIOCCOLATO E NOCCIOLE! Stay tuned!
lunedì 12 maggio 2008
Torta salata zucchine e crescenza
La torta salata in questione è stata preparata dalla mia mamma per una grigliata in una domenica di sole. Eravamo partite con l'idea di preparare anche la pasta brisè ma poi mi sono ingabolata con la focaccia (che vedrete nei prossimi giorni) e non potevamo far tutto...allora via di sfoglia pronta! La versione "originale" è quella di Pip.
TORTA SALATA con ZUCCHINE e CRESCENZA
Ingredienti:
pasta sfoglia pronta, 1 rotolo
zucchine, 4
crescenza, 200gr
cipolle, ½ piccola
uova, 3
parmigiano grattugiato, 4 cucchiai
olio evo, 2 cucchiai
timo (se l'avete, un rametto)
s&p
1 In una padella far rosolare la cipolla tritata nell'olio, aggiungere le zucchine tagliate a rondelle, il timo e il sale. Cuocere a fuoco medio per 10-15 minuti mescolando di tanto in tanto e far intiepidire.
2 In una ciotola sbattere le uova, aggiustare di sale e pepe, quindi aggiungere le zucchine e la crescenza fatta a pezzetti. Mescolare bene.
3 Tirare fuori la pasta brisè e stenderla, quindi sistemarla in una teglia rotonda di 24cm di diametro imburrata o rivestita di carta forno bagnata e strizzata. Versare il composto di zucchine e ripiegare i bordi della pasta. Infornare a 180° per 25-30 minuti. Sfornare e aspettare 10 minuti prima di servire.
TORTA SALATA con ZUCCHINE e CRESCENZA
Ingredienti:
pasta sfoglia pronta, 1 rotolo
zucchine, 4
crescenza, 200gr
cipolle, ½ piccola
uova, 3
parmigiano grattugiato, 4 cucchiai
olio evo, 2 cucchiai
timo (se l'avete, un rametto)
s&p
1 In una padella far rosolare la cipolla tritata nell'olio, aggiungere le zucchine tagliate a rondelle, il timo e il sale. Cuocere a fuoco medio per 10-15 minuti mescolando di tanto in tanto e far intiepidire.
2 In una ciotola sbattere le uova, aggiustare di sale e pepe, quindi aggiungere le zucchine e la crescenza fatta a pezzetti. Mescolare bene.
3 Tirare fuori la pasta brisè e stenderla, quindi sistemarla in una teglia rotonda di 24cm di diametro imburrata o rivestita di carta forno bagnata e strizzata. Versare il composto di zucchine e ripiegare i bordi della pasta. Infornare a 180° per 25-30 minuti. Sfornare e aspettare 10 minuti prima di servire.
giovedì 8 maggio 2008
Pomodori, pianeta rosso
Non sono solita fare pubblicità a nulla (tranne i localini interessanti..!) ma stamattina ho sfogliato alcune pagine con particolare interesse.
La catena di supermercati Esselunga pubblica mensilmente una rivistina, un opuscolo distribuito gratuitamente ai clienti, NEWS, sul quale vengono trattati diversi argomenti: viaggi, percorsi eno-gastronomici, focus su ingredienti particolari e ricettine stuzzicose.
Il numero del mese di maggio ha proposto un servizio veramente interessante sui pomodori. So che molti di voi lo leggeranno, magari, ma dato che questa catena non è diffusa in tutto lo stivale ho pensato che fosse giusto diffondere il sapere.
Cito quasi tutto testualmente, avvalendomi della facolta del cut, copy & paste.
Protagonista della cucina italiana
E' amico della salute e si presta a mille preparazioni, gli astronauti lo hanno eletto cibo ideale, i nutrizionisti lo stanno studiando con passione. È il pomodoro: protagonista della cucina italiana, introdotto in Europa nel Rinascimento dai conquistadores spagnoli che l’avevano scoperto in America. Fino alla fine del ‘600 la pianta del pomodoro era ritenuta velenosa e veniva usata solo a scopo ornamentale, grazie al colore giallo delle bacche. Da qui il nome di “pomi d’oro”. Dal ‘700, la cucina napoletana inizia a valorizzarli e da lì in poi è stato un crescendo inarrestabile. In Italia ne vengono commercializzate oltre 320 varietà e ne vengono consumati quasi 75 kg l’anno pro capite.
Elisir di lunga vita
Oltre alle note caratteristiche nutrizionali, recenti studi ne hanno scoperto le proprietà antiossidanti e antitumorali.Ricco d’acqua, povero di calorie (solo 19 ogni 100 g) e privo di grassi, il pomodoro è una preziosa fonte di vitamine e sali minerali, in particolare di potassio, selenio e betacarotene.Contiene anche buone quantità di vitamina C e carotenoidi, che combattono l’invecchiamento cellulare e proteggono dall’attacco dei radicali liberi. Questi pigmenti (gli stessi che danno al pomodoro il suo caratteristico colore), inoltre, contribuiscono a difendere la pelle dai raggi Uva.
Il bello (e il buono) dei pomodori è che è impossibile stancarsi: tondo, a peretta, ovale, costoluto, a grappolo, il pomodoro si presenta con molte forme e sfumature di gusto differenti.
Pomodoro a grappolo
Liscio, tondo e di medie dimensioni, è molto buono sia consumato crudo, nelle insalate, sia fatto cuocere per farne delle salse oppure farcito e ripieno. E' facile da sbucciare, ha pochi semi e si trova tutto l’anno.
Pachino IGP
Per il sapore dolce, la polpa soda e consistente, la buccia liscia e lucida, è considerato una delizia. Deve il suo gusto intenso alla zona da cui proviene. È perfetto come contorno a pesci al cartoccio o per condire la pasta.
Ciliegino
Bello a vedersi (e quindi usato spesso anche per guarnire e decorare i piatti) si presta a molti usi. È buono tagliato in quattro nelle insalate, perfetto nel pesce al cartoccio oppure aggiunto all’ultimo, in padella, agli spaghetti.
Cuore di bue
Grande, tondo, molto carnoso e povero di semi, maturo ha un colore verde-rosso. È uno dei migliori pomodori da insalata: affettato resta sodo e compatto, ma è indicato anche per i sughi crudi e per le marmellate.
Perino
Dalla classica forma allungata, è un classico italiano. Quello di colore rosso intenso è adatto per salse e sughi perché ha polpa soda e molto dolce. Quello di colore verde aranciato (perino insalataro) è delizioso a crudo.
Tondo Sardo
Piccolo e rotondo, dalla polpa piena e dolcissima, per il suo sapore è squisito in insalata, strepitoso sulle aragoste e impareggiabile sulla pizza. Secco e sott’olio è un gustosissimo antipasto.
Costoluto fiorentino
Medio-grande, con solchi profondi, ha polpa carnosa di colore rosso vivo. Molto saporito, è consigliato per insalate e barbecue. Usato nella panzanella, le conferisce il caratteristico tocco acidulo.
Canestrino
Ha polpa compatta e buccia sottile. È molto dolce e poco acido. Utilizzato sia per le salse, sia in insalata. Data la scarsa presenza d’acqua, si presta anche a essere congelato. Si produce prevalentemente in Toscana.
Mini San Marzano
È la versione mignon dell’omonimo pomodoro campano. Particolarmente saporito, è squisito in salse e sughi, pizza e ragù, ma si abbina molto bene anche ai piatti a base di pesce.
La catena di supermercati Esselunga pubblica mensilmente una rivistina, un opuscolo distribuito gratuitamente ai clienti, NEWS, sul quale vengono trattati diversi argomenti: viaggi, percorsi eno-gastronomici, focus su ingredienti particolari e ricettine stuzzicose.
Il numero del mese di maggio ha proposto un servizio veramente interessante sui pomodori. So che molti di voi lo leggeranno, magari, ma dato che questa catena non è diffusa in tutto lo stivale ho pensato che fosse giusto diffondere il sapere.
Cito quasi tutto testualmente, avvalendomi della facolta del cut, copy & paste.
Protagonista della cucina italiana
E' amico della salute e si presta a mille preparazioni, gli astronauti lo hanno eletto cibo ideale, i nutrizionisti lo stanno studiando con passione. È il pomodoro: protagonista della cucina italiana, introdotto in Europa nel Rinascimento dai conquistadores spagnoli che l’avevano scoperto in America. Fino alla fine del ‘600 la pianta del pomodoro era ritenuta velenosa e veniva usata solo a scopo ornamentale, grazie al colore giallo delle bacche. Da qui il nome di “pomi d’oro”. Dal ‘700, la cucina napoletana inizia a valorizzarli e da lì in poi è stato un crescendo inarrestabile. In Italia ne vengono commercializzate oltre 320 varietà e ne vengono consumati quasi 75 kg l’anno pro capite.
Elisir di lunga vita
Oltre alle note caratteristiche nutrizionali, recenti studi ne hanno scoperto le proprietà antiossidanti e antitumorali.Ricco d’acqua, povero di calorie (solo 19 ogni 100 g) e privo di grassi, il pomodoro è una preziosa fonte di vitamine e sali minerali, in particolare di potassio, selenio e betacarotene.Contiene anche buone quantità di vitamina C e carotenoidi, che combattono l’invecchiamento cellulare e proteggono dall’attacco dei radicali liberi. Questi pigmenti (gli stessi che danno al pomodoro il suo caratteristico colore), inoltre, contribuiscono a difendere la pelle dai raggi Uva.
Il bello (e il buono) dei pomodori è che è impossibile stancarsi: tondo, a peretta, ovale, costoluto, a grappolo, il pomodoro si presenta con molte forme e sfumature di gusto differenti.
Pomodoro a grappolo
Liscio, tondo e di medie dimensioni, è molto buono sia consumato crudo, nelle insalate, sia fatto cuocere per farne delle salse oppure farcito e ripieno. E' facile da sbucciare, ha pochi semi e si trova tutto l’anno.
Pachino IGP
Per il sapore dolce, la polpa soda e consistente, la buccia liscia e lucida, è considerato una delizia. Deve il suo gusto intenso alla zona da cui proviene. È perfetto come contorno a pesci al cartoccio o per condire la pasta.
Ciliegino
Bello a vedersi (e quindi usato spesso anche per guarnire e decorare i piatti) si presta a molti usi. È buono tagliato in quattro nelle insalate, perfetto nel pesce al cartoccio oppure aggiunto all’ultimo, in padella, agli spaghetti.
Cuore di bue
Grande, tondo, molto carnoso e povero di semi, maturo ha un colore verde-rosso. È uno dei migliori pomodori da insalata: affettato resta sodo e compatto, ma è indicato anche per i sughi crudi e per le marmellate.
Perino
Dalla classica forma allungata, è un classico italiano. Quello di colore rosso intenso è adatto per salse e sughi perché ha polpa soda e molto dolce. Quello di colore verde aranciato (perino insalataro) è delizioso a crudo.
Tondo Sardo
Piccolo e rotondo, dalla polpa piena e dolcissima, per il suo sapore è squisito in insalata, strepitoso sulle aragoste e impareggiabile sulla pizza. Secco e sott’olio è un gustosissimo antipasto.
Costoluto fiorentino
Medio-grande, con solchi profondi, ha polpa carnosa di colore rosso vivo. Molto saporito, è consigliato per insalate e barbecue. Usato nella panzanella, le conferisce il caratteristico tocco acidulo.
Canestrino
Ha polpa compatta e buccia sottile. È molto dolce e poco acido. Utilizzato sia per le salse, sia in insalata. Data la scarsa presenza d’acqua, si presta anche a essere congelato. Si produce prevalentemente in Toscana.
Mini San Marzano
È la versione mignon dell’omonimo pomodoro campano. Particolarmente saporito, è squisito in salse e sughi, pizza e ragù, ma si abbina molto bene anche ai piatti a base di pesce.
domenica 4 maggio 2008
Una cena veloce... | Uova affogate e asparagi
Finalmente sembra che la primavera sia arrivata, Giuliacci dice che possiamo star tranquilli...quindi lo scorso weekend ho affrontato la più grande minaccia che una giovane donna si trovi di fronte: il cambio di stagione. Non lo so, forse non siete tutte fashion-addicted - e sinceramente ero convinta di essere uscita anche io dal tunnel - invece no...voglio dire..certe cose te le porti dietro...e quante sono!!
Oltretutto, non è edificante guardarsi allo specchio con l'aria interrogativa di chi si chiede: ma queste scarpine..torneranno tra qualche anno?che si sa che la moda torna..eh!mia madre non ha tenuto niente e magari a qs ora sfoggerei dei capi vintage meravigliosi..
Lasciando perdere i vaneggiamenti..ieri sera, stravolta dopo questa impresa, abbiamo cenato veloce veloce (sciuè sciuè come dice la Golosastra..) con un classico di stagione: gli asparagi (ho controllato da Sara che li avesse nella sua "spesa di maggio"...brava!!) e le uova!
E allora..ecco la nostra cena:
UOVA AFFOGATE e ASPARAGI
Ingredienti per 3 persone:
asparagi, 1 kg
uova, 6
aceto, un cucchiaio
olio
sale & pepe
1 Lavate gli asparagi. Toccandoli, vi accorgerete un punto in cui si spezzano facilmente. Da questo punto, pulite gli asparagi con un pelapatate affilato, sbucciandone la parte più legnosa inferiore. Se troppo dura, eliminatela del tutto. Legate gli asparagi con dello spago da cucina e lessateli tenendoli in verticale - con le punte fuori dall'acqua - se possibile nella pentola apposita per circa 15-20 minuti, a seconda dei casi.
2 Riempite un pentolino di acqua per più di metà della sua capienza, ed aggiungete un cucchiaio di aceto di vino. Portate quasi ad ebollizione.
3 Rompete le uova uno alla volta su un piattino e fatele scivolare delicatamente nell'acqua fremente. Fate attenzione che l'acqua non giunga a bollore per evitare che gli albumi si rompano in cottura. Scolate le uova dopo 3 minuti, condite e servite ben calde.
Oltretutto, non è edificante guardarsi allo specchio con l'aria interrogativa di chi si chiede: ma queste scarpine..torneranno tra qualche anno?che si sa che la moda torna..eh!mia madre non ha tenuto niente e magari a qs ora sfoggerei dei capi vintage meravigliosi..
Lasciando perdere i vaneggiamenti..ieri sera, stravolta dopo questa impresa, abbiamo cenato veloce veloce (sciuè sciuè come dice la Golosastra..) con un classico di stagione: gli asparagi (ho controllato da Sara che li avesse nella sua "spesa di maggio"...brava!!) e le uova!
E allora..ecco la nostra cena:
UOVA AFFOGATE e ASPARAGI
Ingredienti per 3 persone:
asparagi, 1 kg
uova, 6
aceto, un cucchiaio
olio
sale & pepe
1 Lavate gli asparagi. Toccandoli, vi accorgerete un punto in cui si spezzano facilmente. Da questo punto, pulite gli asparagi con un pelapatate affilato, sbucciandone la parte più legnosa inferiore. Se troppo dura, eliminatela del tutto. Legate gli asparagi con dello spago da cucina e lessateli tenendoli in verticale - con le punte fuori dall'acqua - se possibile nella pentola apposita per circa 15-20 minuti, a seconda dei casi.
2 Riempite un pentolino di acqua per più di metà della sua capienza, ed aggiungete un cucchiaio di aceto di vino. Portate quasi ad ebollizione.
3 Rompete le uova uno alla volta su un piattino e fatele scivolare delicatamente nell'acqua fremente. Fate attenzione che l'acqua non giunga a bollore per evitare che gli albumi si rompano in cottura. Scolate le uova dopo 3 minuti, condite e servite ben calde.
giovedì 27 marzo 2008
Pici zucchine e gamberi
Questa è la cena di sabato..mi lecco ancora le dita se ci penso..ho imparato a pulire le mazzancolle venerdì sera per preparare il più classico dei classici in un venerdì di magro..il risotto alla marinara. Ebbene....non ridete please! So che comprare al super le mazzancolle non è propriamente la più difficile delle attività..eppeò era la prima volta, concedetemi il giubilo!
Il risotto è venuto buono anche se effettivamente è da perfezionare la cottura del pesce, che è risultato un po'duretto..comunque..un po' per fame un po' per affetto familiare, mia sorella e il mio fidanzato l'hanno spazzolato..ah no!l'ho mangiato anch'io!
Per tornare a bomba..sabato aprendo il frigo si sono affacciate le suddette mazzancolle avanzate, quindi - anche per la partenza del giorno successivo - si è reso necessario il loro utilizzo. Eccoci!
PICI CON ZUCCHINE E GAMBERI
Ingredienti per 2:
2 nidi di pici (ehm..non lo so quant’è il peso..)
1 zucchina
15-20 mazzancolle (crepi l’avarizia!)
aglio
prezzemolo
olio evo
1 Far scaldare leggermente un giro d’olio in una padella, nel frattempo porre l’acqua per i pici sul fuoco. Al bollore, salare e buttare la pasta, per una cottura ottimale ci vorranno 20 minuti, la mia era pasta secca.
2 Aggiungere in padella uno spicchio d’aglio schiacciato. Tagliare a metà la zucchina per il lungo quindi a semi-rondelle con la mandolina (mitticaaaa). Buttare le zucchine in padella, aggiungere un mestolino d’acqua calda e coprire. Dopo dieci minuti circa aggiungere le mazzancolle, io le ho lasciate con il carapace. Far cuocere zucchine e gamberi lo stesso tempo della pasta. Al termine, far saltare i pici insieme in padella e impiattare.
3 Indicazioni: mangiare i gamberi con le mani e leccarsi successivamentele dita.
Il risotto è venuto buono anche se effettivamente è da perfezionare la cottura del pesce, che è risultato un po'duretto..comunque..un po' per fame un po' per affetto familiare, mia sorella e il mio fidanzato l'hanno spazzolato..ah no!l'ho mangiato anch'io!
Per tornare a bomba..sabato aprendo il frigo si sono affacciate le suddette mazzancolle avanzate, quindi - anche per la partenza del giorno successivo - si è reso necessario il loro utilizzo. Eccoci!
PICI CON ZUCCHINE E GAMBERI
Ingredienti per 2:
2 nidi di pici (ehm..non lo so quant’è il peso..)
1 zucchina
15-20 mazzancolle (crepi l’avarizia!)
aglio
prezzemolo
olio evo
1 Far scaldare leggermente un giro d’olio in una padella, nel frattempo porre l’acqua per i pici sul fuoco. Al bollore, salare e buttare la pasta, per una cottura ottimale ci vorranno 20 minuti, la mia era pasta secca.
2 Aggiungere in padella uno spicchio d’aglio schiacciato. Tagliare a metà la zucchina per il lungo quindi a semi-rondelle con la mandolina (mitticaaaa). Buttare le zucchine in padella, aggiungere un mestolino d’acqua calda e coprire. Dopo dieci minuti circa aggiungere le mazzancolle, io le ho lasciate con il carapace. Far cuocere zucchine e gamberi lo stesso tempo della pasta. Al termine, far saltare i pici insieme in padella e impiattare.
3 Indicazioni: mangiare i gamberi con le mani e leccarsi successivamentele dita.
venerdì 29 febbraio 2008
Orzotto alla zucca
Da quando ho aperto il blog, ho iniziato a leggere le riviste e i libri in modo diverso..ora capisco cosa vuol dire mantecare, sigillare la carne e tante altre cose di cui prima avevo solo sentito parlare distrattamente nelle varie rubriche e trasmissioni sul tema. Mi piace adesso pensare mentre torno verso casa a cosa mi piacerebbe mangiare, a quali ingredienti ho in dispensa, ad accostamenti letti qua e là nella blogosfera..e mi piace soprattutto sperimentare. Come ho già detto, ci sono stati spiacevoli serate in cui - dopo aver combinato il disastro - mi scaldavo una zuppetta pronta per rimediare alla voragine nello stomaco. Comunque, i primi miglioramenti li vedo..e sono contenta! Non avrei pensato di appassionarmi alla cucina in questo modo, pensavo fosse faticoso, noioso e utile solo a far andare le mandibole (non che ci fosse qualcosa di male...anzi!).

Questa lunga premessa per raccontarvi di una serata della scorsa settimana, durante la quale - sola nel mio verde bilocale - mi è venuta voglia di zucca. Ne avevo presa una vaschetta di quelle già tagliate, tanto per provare! Volevo inizialmente lanciarmi negli gnocchi, ma....iniziamo con qualcosa di semplice va..
ORZOTTO alla ZUCCA
Ingredienti per 1:
70gr di orzo perlato
150gr di zucca (peso a crudo)
1 scalogno
1 bicchiere di vino bianco secco
1/2 l di brodo
1 Cuocere la zucca nel cestello della pentola a pressione, calcolando un bicchiere d'acqua per il fondo. Chiudere la pentola e calcolare 8 minuti dal fischio, abbassando la fiamma al minimo. Al termine della cottura, sfiatare benissimo la pentola dal suo vapore ed aprire.
Se doveste sforare i minuti, per evitare che la zucca si spappoli, porre la pentola sotto l'acqua fredda per accelerare i tempi prima dell'apertura.
2 Mentre in un pentolino scalda il brodo, soffriggere lo scalogno tritato al coltello con due giri d'olio d'oliva. Buttare l'orzo e far tostare per qualche minuto. Aggiungere il vino e far sfumare, quindi aggiungere il brodo gradualmente, fino a fine cottura (18-20 minuti).
Devo dire, molto modestamente, che per la prima volta era perfetto: giusto di sale, perfetta la cottura, la zucca dolce....un delirio! Mi è quasi dispiaciuto, nonostante mi piaccia godermi la mia solitudine, non poter condividere con nessuno il mio successo...anche perchè, nella maggior parte dei casi..le repliche degli esperimenti non mi vengono mai bene come la prima volta...sigh!
Questa lunga premessa per raccontarvi di una serata della scorsa settimana, durante la quale - sola nel mio verde bilocale - mi è venuta voglia di zucca. Ne avevo presa una vaschetta di quelle già tagliate, tanto per provare! Volevo inizialmente lanciarmi negli gnocchi, ma....iniziamo con qualcosa di semplice va..
ORZOTTO alla ZUCCA
Ingredienti per 1:
70gr di orzo perlato
150gr di zucca (peso a crudo)
1 scalogno
1 bicchiere di vino bianco secco
1/2 l di brodo
1 Cuocere la zucca nel cestello della pentola a pressione, calcolando un bicchiere d'acqua per il fondo. Chiudere la pentola e calcolare 8 minuti dal fischio, abbassando la fiamma al minimo. Al termine della cottura, sfiatare benissimo la pentola dal suo vapore ed aprire.
Se doveste sforare i minuti, per evitare che la zucca si spappoli, porre la pentola sotto l'acqua fredda per accelerare i tempi prima dell'apertura.
2 Mentre in un pentolino scalda il brodo, soffriggere lo scalogno tritato al coltello con due giri d'olio d'oliva. Buttare l'orzo e far tostare per qualche minuto. Aggiungere il vino e far sfumare, quindi aggiungere il brodo gradualmente, fino a fine cottura (18-20 minuti).
Devo dire, molto modestamente, che per la prima volta era perfetto: giusto di sale, perfetta la cottura, la zucca dolce....un delirio! Mi è quasi dispiaciuto, nonostante mi piaccia godermi la mia solitudine, non poter condividere con nessuno il mio successo...anche perchè, nella maggior parte dei casi..le repliche degli esperimenti non mi vengono mai bene come la prima volta...sigh!
mercoledì 23 gennaio 2008
M'illumino di meno: risotto al radicchio
Ieri finalmente ho avuto tempo per prepararmi la cena con calma..sono stata dal dentista e avevo voglia di farmi qualcosa di buono, per premiarmi di essere stata brava e non essermi lamentata...di certo la dose da cavallo di anestesia ha aiutato, ma comunque..
Ho deciso di preparare "risparmiando", così da poter finalmente pubblicare la mia ricetta per "M'illumino di meno", l'iniziativa lanciata per la quarta volta da Radio2 all'interno della trasmissione Caterpillar: la giornata internazionale del risparmio energetico, il 15 febbraio 2008, vigilia dell'anniversario dell'entrata in vigore del protocollo di Kyoto. Se volete saperne di più, andate qui.
Comidademama aveva proposto di inventare e pubblicare una ricetta che sarebbe poi stata consumata a lume di candela..
Eccola qui, non ho "inventato" niente di particolare ma è stato carino, anche se ero sola, cenare con la sola luce delle candele.
Resta comunque da rispettare, per chi volesse, lo sforzo di spegnere tutte le luci e i dispositivi elettrici non indispensabili nell'intera giornata del 15 Febbraio (e non solo, magari....!)
Ingredienti:
radicchio
riso
latte
brodo
Purtroppo quando cucino solo per me faccio abbastanza ad occhio...ho tagliato a listarelle sottili mezzo radicchio, l'ho fatto appassire in padella per circa 5 minuti in un po' d'olio d'oliva, poi ho aggiunto un goccio di latte.
Ho messo in una pentola piccola un goccio d'olio con lo scalogno tritato fine, ho buttato il riso e l'ho fatto tostare per qualche minuto. Ho quindi aggiunto il brodo via via facendolo asciugare. A cottura ultimata, ho impiattato il riso in una "corona" di radicchio.
La foto qui sotto è stata scattata con il flash e un po' di corsa...volevo solo rendere l'idea!
Ho deciso di preparare "risparmiando", così da poter finalmente pubblicare la mia ricetta per "M'illumino di meno", l'iniziativa lanciata per la quarta volta da Radio2 all'interno della trasmissione Caterpillar: la giornata internazionale del risparmio energetico, il 15 febbraio 2008, vigilia dell'anniversario dell'entrata in vigore del protocollo di Kyoto. Se volete saperne di più, andate qui.
Comidademama aveva proposto di inventare e pubblicare una ricetta che sarebbe poi stata consumata a lume di candela..
Eccola qui, non ho "inventato" niente di particolare ma è stato carino, anche se ero sola, cenare con la sola luce delle candele.
Resta comunque da rispettare, per chi volesse, lo sforzo di spegnere tutte le luci e i dispositivi elettrici non indispensabili nell'intera giornata del 15 Febbraio (e non solo, magari....!)
Ingredienti:
radicchio
riso
latte
brodo
Purtroppo quando cucino solo per me faccio abbastanza ad occhio...ho tagliato a listarelle sottili mezzo radicchio, l'ho fatto appassire in padella per circa 5 minuti in un po' d'olio d'oliva, poi ho aggiunto un goccio di latte.
Ho messo in una pentola piccola un goccio d'olio con lo scalogno tritato fine, ho buttato il riso e l'ho fatto tostare per qualche minuto. Ho quindi aggiunto il brodo via via facendolo asciugare. A cottura ultimata, ho impiattato il riso in una "corona" di radicchio.
La foto qui sotto è stata scattata con il flash e un po' di corsa...volevo solo rendere l'idea!
giovedì 17 gennaio 2008
Insalata di finocchi e arance
All’ipermercato di cui a questo post di fatto non vado quasi mai, non ha senso metterci 20minuti a fare la spesa e poi 30 di coda alla cassa prima di pagare. Anche se forse i prezzi non sono troppo competitivi preferisco il supermercatino dietro casa, dove ormai si ricordano di me.
Però devo ammettere che è molto “scenografico”: ci sono gli ortaggi in ordine cromatico e vi sono appesi dei cartelloni con frutta e verdura di stagione, con le proprietà di cui tutti siamo a conoscenza. Venerdì ho comprato un altro bel sacco di arance, per continuare con la buona abitudine della spremuta fresca tutte le mattine, e dei finocchi dall’aspetto meraviglioso. Io li adoro, li mangio solo crudi ma sono in grado di mangiarne 3 grossissimi prima di rendermi conto che mi sta scoppiando lo stomaco pieno d’acqua.
Nel we ho rispolverato Kitchen, l’ho sfogliato con calma mentre G dormiva sabato e ho osservato con cura le foto. Purtroppo io non riesco mai a trarre vantaggio dalla luce del giorno, dove lavoravo prima (una società di consulenza) un giorno ci siamo definiti “i lavoratori della notte” perché nei periodi di picco entravamo presto la mattina per godere della calma e del silenzio degli uffici e uscivamo la sera tardi, quando ormai tutti erano già a casa..
Con il nuovo lavoro gran parte di questi sbattimenti sono svaniti, di fatto il periodo di delirio – mese di gennaio a parte – si riduce a pochi giorni al mese ed è gestibile. In ogni caso, con l’inverno, la mattina esco che ancora non è chiaro e quando torno è comunque buio. Le sto provando tutte: funzione macro, no flash, luce davanti, luce dietro, massima risoluzione…niente.
Noto che faccio sempre delle gran premesse prima di arrivare al sodo del mio esperimento culinario.
Questa sera, come dicevo, è stata la volta del binomio invernale finocchi e arance.
Ho affettato sottile un bel finocchio e ci ho appoggiato sopra le fettine di arancio pelato al vivo (ehm..quasi!). Per condire, ho preparato una vinagrette davvero buona:
1 cucchiaio di aceto balsamico
2 cucchiai d’olio evo
1 cucchiaio di maionese light
sale e pepe nero
Banalissima lo so, ma mai provata! Certo forse non sarà il massimo della leggerezza ma l’importante è non esagerare nelle quantità, dai…
Però devo ammettere che è molto “scenografico”: ci sono gli ortaggi in ordine cromatico e vi sono appesi dei cartelloni con frutta e verdura di stagione, con le proprietà di cui tutti siamo a conoscenza. Venerdì ho comprato un altro bel sacco di arance, per continuare con la buona abitudine della spremuta fresca tutte le mattine, e dei finocchi dall’aspetto meraviglioso. Io li adoro, li mangio solo crudi ma sono in grado di mangiarne 3 grossissimi prima di rendermi conto che mi sta scoppiando lo stomaco pieno d’acqua.
Nel we ho rispolverato Kitchen, l’ho sfogliato con calma mentre G dormiva sabato e ho osservato con cura le foto. Purtroppo io non riesco mai a trarre vantaggio dalla luce del giorno, dove lavoravo prima (una società di consulenza) un giorno ci siamo definiti “i lavoratori della notte” perché nei periodi di picco entravamo presto la mattina per godere della calma e del silenzio degli uffici e uscivamo la sera tardi, quando ormai tutti erano già a casa..
Con il nuovo lavoro gran parte di questi sbattimenti sono svaniti, di fatto il periodo di delirio – mese di gennaio a parte – si riduce a pochi giorni al mese ed è gestibile. In ogni caso, con l’inverno, la mattina esco che ancora non è chiaro e quando torno è comunque buio. Le sto provando tutte: funzione macro, no flash, luce davanti, luce dietro, massima risoluzione…niente.
Noto che faccio sempre delle gran premesse prima di arrivare al sodo del mio esperimento culinario.
Questa sera, come dicevo, è stata la volta del binomio invernale finocchi e arance.
Ho affettato sottile un bel finocchio e ci ho appoggiato sopra le fettine di arancio pelato al vivo (ehm..quasi!). Per condire, ho preparato una vinagrette davvero buona:
1 cucchiaio di aceto balsamico
2 cucchiai d’olio evo
1 cucchiaio di maionese light
sale e pepe nero
Banalissima lo so, ma mai provata! Certo forse non sarà il massimo della leggerezza ma l’importante è non esagerare nelle quantità, dai…
lunedì 24 dicembre 2007
Pranzo light! (o quasi) | Salmone al forno
Oggi - viste le fatiche gastronomiche che mi aspettano - ho optato per un pranzo light: un filetto di salmone al forno condito solo con un filo d'olio e dei pistacchi pestati al mortaio accompagnato da un'insalata e da una patata media al forno.
Questo è quanto:

Con questa vi saluto..spero di poter documentare le cene e i pranzi in famiglia!
Auguri a tutti!!!
Questo è quanto:
Con questa vi saluto..spero di poter documentare le cene e i pranzi in famiglia!
Auguri a tutti!!!
venerdì 16 novembre 2007
Vellutata di zucchine
Ieri sera avevo a cena due ex-colleghe. Dovevo preparare gli involtini di zucchine grigliate con philadelphia e pistacchi tritati (ops....non ho fatto in tempo a fotografarli!). Conoscendomi, ho comprato 6 zucchine, per riuscire a ricavarne almeno 3-4 fettine a testa di spessore decente..il resto, è finito nel wok con un brodo vegetale...e questo è il risultato. Le foto non sono granchè, ma mi piaceva tantissimo il verde, che tra l'altro si intona con il verde acceso della mia cucina!

Ora, la domanda è...esiste uno strumento - che non sia l'affettatrice - per tagliare decentemente le verdure da grigliare? Alla prova del cuoco sembra sempre l'operazione più semplice del mondo eppure nel mio caso l'esperienza non ha portato alcun miglioramento, sigh!!
Attendo consigli!!
Ora, la domanda è...esiste uno strumento - che non sia l'affettatrice - per tagliare decentemente le verdure da grigliare? Alla prova del cuoco sembra sempre l'operazione più semplice del mondo eppure nel mio caso l'esperienza non ha portato alcun miglioramento, sigh!!
Attendo consigli!!
giovedì 15 novembre 2007
Il wok: Gnocchi di riso con verdure
Ed ecco la mia prima ricetta..!
Dosi per...me!
70 gr di gnocchi di riso secchi (acquistati da Kathay)
1/2 peperone giallo
1/2 peperone rosso
1 carota a julienne
porro tritato q.b.
1 cucchiaio di maizena
brodo vegetale
salsa di soia non salata

Ho lasciato gli gnocchi di riso in ammollo dalla sera prima, cambiando almeno 3/4 volte l'acqua in modo che perdessero bene l'amido. Ho tagliato le verdure in pezzettini piccoli e messo il wok a scaldare sul fuoco con un po' di brodo vegetale. Quando il brodo ha iniziato a sfrigolare ho buttato le verdure. Nel frattempo, in una pentola di acqua bollente non salata ho scottato gli gnocchi per circa 2 minuti. Una volta scolati, li ho aggiunti alle verdure per 3-4 minuti.
Ho aggiunto due cucchiai di salsa di soia e fatto addensare con la maizena.
Eventualmente aggiustare di sale (con il brodo per me era già perfetto!)
Per essere il primo tentativo vi assicuro che erano proprio buoni!
Dosi per...me!
70 gr di gnocchi di riso secchi (acquistati da Kathay)
1/2 peperone giallo
1/2 peperone rosso
1 carota a julienne
porro tritato q.b.
1 cucchiaio di maizena
brodo vegetale
salsa di soia non salata
Ho lasciato gli gnocchi di riso in ammollo dalla sera prima, cambiando almeno 3/4 volte l'acqua in modo che perdessero bene l'amido. Ho tagliato le verdure in pezzettini piccoli e messo il wok a scaldare sul fuoco con un po' di brodo vegetale. Quando il brodo ha iniziato a sfrigolare ho buttato le verdure. Nel frattempo, in una pentola di acqua bollente non salata ho scottato gli gnocchi per circa 2 minuti. Una volta scolati, li ho aggiunti alle verdure per 3-4 minuti.
Ho aggiunto due cucchiai di salsa di soia e fatto addensare con la maizena.
Eventualmente aggiustare di sale (con il brodo per me era già perfetto!)
Per essere il primo tentativo vi assicuro che erano proprio buoni!
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