Una non-ricetta, frutto della necessità di non sprecare dei bellissimi pomodori che arrivavano direttamente dal nostro orto, o meglio dall'orto dell'assaggiatore, "diamo a Cesare quel che è di Cesare".
Li abbiamo mangiati quasi tutti crudi, in insalata, sulle bruschette, in un sugo di pomodoro fresco..perchè ci sembrava di sprecare quel sapore così intenso..
Forse questa non è neppure una vera passata di pomodoro, in pratica ho solo fatto a pezzi i pomodori lavati (quelli che ho usato io erano i più maturi ed erano circa 1 kg), ho tolto le parti meno belle e li ho messi in pentola a fuoco vivace, finchè non hanno rilasciato un po' della loro acqua. In tutto li avrò lasciati una ventina di minuti. Li ho passati al passaverdure coi fori piccoli, in modo da trattenerne le bucce e i semini (qualcuno mi è scappato comunque...!) e invasati.
Io preferisco "aromatizzare" il sugo sul momento e cuocerlo, Claudia invece, qui propone due varianti, molto più eleganti della mia, di "sughi pronti"!
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sabato 22 ottobre 2011
mercoledì 19 ottobre 2011
Una cosa semplice | Confettura di pesche settembrine
Non mi dite che ve lo devo insegnare io, come si fa la confettura..io la faccio con la pectina..un po' per comodità, un po' perchè le confetture stracotte sanno di tutto tranne che del frutto originario..
Non sono un'integralista in materia e quindi, dato che mi pare di prendere due piccioni con una fava, io la fo' così..
Qualche settimana fa al mercato ho chiesto alla mia vecchina se aveva ancora delle pesche buone per la marmellata, mi è sembrato che sul suo viso si aprisse un'espressione mista di ammirazione e stupore, per me è normalissimo fare in casa la confettura per la colazione ma evidentemente è un'abitudine del tutto persa..
Ebbene, non sono ancora riuscita a trovare la pectina 3:1 quindi continuo ad usare quella in proporzione 2:1.
Il procedimento prevede:
1kg di frutta
1/2 kg di zucchero
1 bustina di pectina
Mescolare bene prima di mettere sul fuoco, tenere la fiamma dolce e spegnere dopo 3 minuti dal bollore. Controllate comunque le istruzioni sulla confezione della pectina, potrebbero cambiare a seconda della marca..
Io generalmente cuocio 1kg di frutta per volta, un po' perchè non ho pentoloni da protezione civile e un po' perchè in passato avevo provato ma avevo perso un po' la sensibilità del momento in cui bisogna spegnere il fuoco prima che la confettura diventi caramellata..
Io uso sempre la prova piattino: appena acceso il fuoco sotto la frutta, metto un piattino da caffè in congelatore che mi servirà a verificare la cottura. Facendo cadere una goccina sul piattino freddo, se la confettura è pronta la goccia non scivolerà ma si rapprenderà istantaneamente. Non ci credevo neanch'io, ma funziona!
Visto che la ricetta è di una semplicità quasi imbarazzante, vi regalo anche un freebie, ho preparato le etichette con cui confezionare i vasetti, nel caso voleste regalarli invece di conservarli per voi. Oppure, se siete particolarmente attente all'aspetto della vostra dispensa, nessuno vi impedisce di acchittarle anche per uso personale! Potete scaricare le etichette qui
Non sono un'integralista in materia e quindi, dato che mi pare di prendere due piccioni con una fava, io la fo' così..
Qualche settimana fa al mercato ho chiesto alla mia vecchina se aveva ancora delle pesche buone per la marmellata, mi è sembrato che sul suo viso si aprisse un'espressione mista di ammirazione e stupore, per me è normalissimo fare in casa la confettura per la colazione ma evidentemente è un'abitudine del tutto persa..
Ebbene, non sono ancora riuscita a trovare la pectina 3:1 quindi continuo ad usare quella in proporzione 2:1.
Il procedimento prevede:
1kg di frutta
1/2 kg di zucchero
1 bustina di pectina
Mescolare bene prima di mettere sul fuoco, tenere la fiamma dolce e spegnere dopo 3 minuti dal bollore. Controllate comunque le istruzioni sulla confezione della pectina, potrebbero cambiare a seconda della marca..
Io generalmente cuocio 1kg di frutta per volta, un po' perchè non ho pentoloni da protezione civile e un po' perchè in passato avevo provato ma avevo perso un po' la sensibilità del momento in cui bisogna spegnere il fuoco prima che la confettura diventi caramellata..
Io uso sempre la prova piattino: appena acceso il fuoco sotto la frutta, metto un piattino da caffè in congelatore che mi servirà a verificare la cottura. Facendo cadere una goccina sul piattino freddo, se la confettura è pronta la goccia non scivolerà ma si rapprenderà istantaneamente. Non ci credevo neanch'io, ma funziona!
Visto che la ricetta è di una semplicità quasi imbarazzante, vi regalo anche un freebie, ho preparato le etichette con cui confezionare i vasetti, nel caso voleste regalarli invece di conservarli per voi. Oppure, se siete particolarmente attente all'aspetto della vostra dispensa, nessuno vi impedisce di acchittarle anche per uso personale! Potete scaricare le etichette qui
mercoledì 19 maggio 2010
Antipasto fai-da-te | Feta marinata
Questo è un esperimento. Mai assaggiata la feta marinata. Mai vista nè sentita..ma questa foto mi ha catturato. Un insieme tanto armonioso di colori, che richiamano gusti particolari ma così ben assortiti. E allora proviamo!
La ricetta è proprio questa, ve le riporto qui tradotta:
Feta marinata
350g di feta
1 cucchiaio di origano
1 cucchiaino di semi di coriandolo
1 cucchiaio di pepe nero
125g di pomodori secchi sott’olio
4 peperoncini rossi freschi
3-4 rametti di rosmarino fresco
olio d’oliva
Asciugare la feta con della carta assorbente quindi tagliarla a cubetti di circa 2cm per lato.
Porre in una ciotola e cospargere di origano, semi di coriandolo e pepe nero macinato fresco. Io non avevo il coriandolo quindi ho utilizzato un mix di pepe verde, nero e rosa che ho macinato al momento. Scolare i pomodori secchi e tenere l’olio da parte. Sistemare la feta in un vaso sterilizzato insieme ai peperoncini, ai pomodori secchi e al rosmarino. Coprire con l’olio scolato dei pomodori secchi quindi coprire con altro olio di oliva se necessario.
La ricetta è proprio questa, ve le riporto qui tradotta:
Feta marinata
350g di feta
1 cucchiaio di origano
1 cucchiaino di semi di coriandolo
1 cucchiaio di pepe nero
125g di pomodori secchi sott’olio
4 peperoncini rossi freschi
3-4 rametti di rosmarino fresco
olio d’oliva
Asciugare la feta con della carta assorbente quindi tagliarla a cubetti di circa 2cm per lato.
Porre in una ciotola e cospargere di origano, semi di coriandolo e pepe nero macinato fresco. Io non avevo il coriandolo quindi ho utilizzato un mix di pepe verde, nero e rosa che ho macinato al momento. Scolare i pomodori secchi e tenere l’olio da parte. Sistemare la feta in un vaso sterilizzato insieme ai peperoncini, ai pomodori secchi e al rosmarino. Coprire con l’olio scolato dei pomodori secchi quindi coprire con altro olio di oliva se necessario.
Conservate in frigo una settimana prima di servire (a temperatura ambiente). In realtà noi ne abbiamo aspettate un paio, ma solo perchè ce l'eravamo dimenticata...ehm! Si conserva in frigo per 6-8 settimane.
domenica 10 gennaio 2010
I colori dell'inverno | Polvere d'arancia
Nonostante le lunghissime ferie, ho latitato. Non perchè non abbia cucinato, anzi, la nostra casa ha accolto a ripetizione amici e parenti..solo mi sono disintossicata. Bene. Ora sono pronta per ripartire.
Il grigiore delle ultime settimane mi sta facendo entrare l'umidità nelle ossa..eppure i frutti di questa stagione sono così colorati che basta cucinare per tirarsi un po' su..
Ecco allora che mi son lanciata nella lunga impresa della polverina magica, ma in versione sprint, come suggerito una volta da Cavoletto!
Non mi piace l'idea del forno acceso per tante ore, sia per il consumo energetico sia perchè limita molto la mia attività in casa..non può andare la lavatrice nè la lavastoviglie nè il ferro da stiro senza che salti tutto...direte voi un libro o riposarti un po' no eh!?
Il risultato, almeno all'apparenza è del tutto simile all'originale di Alex, speriamo che anche il sapore non perda nel microonde..
La resa è davvero minima, ho provato con solo 5 arance e ne ho ricavato poco più di 50gr..sigh!
In ogni caso, dato il minimo sforzo che richiede, se si esclude la fase di sbucciamento che mi ha fatto venire i crampi alle mani e mi ha procurato la necessità di ben due cerotti, se po' ffà!
Ovviamente le arance non si buttano, io ne ho spremuto il succo che ho poi chiuso in una bottiglia di vetro, pronta per la colazione di domattina, concentrato di colore e vitamina C per iniziare al meglio la settimana!
Il grigiore delle ultime settimane mi sta facendo entrare l'umidità nelle ossa..eppure i frutti di questa stagione sono così colorati che basta cucinare per tirarsi un po' su..
Ecco allora che mi son lanciata nella lunga impresa della polverina magica, ma in versione sprint, come suggerito una volta da Cavoletto!
Non mi piace l'idea del forno acceso per tante ore, sia per il consumo energetico sia perchè limita molto la mia attività in casa..non può andare la lavatrice nè la lavastoviglie nè il ferro da stiro senza che salti tutto...direte voi un libro o riposarti un po' no eh!?
Il risultato, almeno all'apparenza è del tutto simile all'originale di Alex, speriamo che anche il sapore non perda nel microonde..
La resa è davvero minima, ho provato con solo 5 arance e ne ho ricavato poco più di 50gr..sigh!
In ogni caso, dato il minimo sforzo che richiede, se si esclude la fase di sbucciamento che mi ha fatto venire i crampi alle mani e mi ha procurato la necessità di ben due cerotti, se po' ffà!
Ovviamente le arance non si buttano, io ne ho spremuto il succo che ho poi chiuso in una bottiglia di vetro, pronta per la colazione di domattina, concentrato di colore e vitamina C per iniziare al meglio la settimana!
giovedì 10 settembre 2009
Le conserve di stagione: la mia confettura di pesche
Periodo di marmellate, non c'è dubbio, se ne trovano in ogniddove. E che faccio, mi tiro indietro? Anche no..dopo aver imparato a mie spese che non basta mettere la frutta sul fuoco ma bisogna anche tenerla d'occhio pena la carbonizzazione dei frutti e la caramellizzazione totale delle pentola, ecco la mia confettura di pesche. Vicino a dove lavoro, sulla strada al ritorno da casa, c'è un vecchino con il viso consumato dal sole che vende la frutta con quei cartelli scritti a mano tremolante che mi piacciono tanto.
L'altra sera, dopo aver visto a caratteri cubitali "Tutto a 1€" mi sono fermata.
Bottino: 3kg di pesche. Come avrete letto sopra, 1kg purtroppo è finito nella spazzatura, mentre cuocevo la confettura mi sono ditratta e in un attimo si è bruciata sul fondo.
Ieri sera, però, ci ho riprovato e il risultato sembra ottimo. L'ho anche assaggiata calda ed è dolce al punto giusto.
Io, honestly speaking, prediligo l'uso di una famosa pectina per diversi motivi: per comodità, data la costante mancanza di tempo, per non cuocere la frutta per ore spappolandola ecc ecc.. Riconosco che - forse - senza pectina avrebbe un sapore diverso, ma io non sento alcun retrogusto e ammèmepiace!
Cosa serve?
1kg di pesche gialle
500gr di zucchero
1 bustina di pectina 2:1
una pentola grande
vasetti e tappi ben puliti e asciutti
tempo (anche se poco) libero da altri impegni
L'altra sera, dopo aver visto a caratteri cubitali "Tutto a 1€" mi sono fermata.
Bottino: 3kg di pesche. Come avrete letto sopra, 1kg purtroppo è finito nella spazzatura, mentre cuocevo la confettura mi sono ditratta e in un attimo si è bruciata sul fondo.
Ieri sera, però, ci ho riprovato e il risultato sembra ottimo. L'ho anche assaggiata calda ed è dolce al punto giusto.
Io, honestly speaking, prediligo l'uso di una famosa pectina per diversi motivi: per comodità, data la costante mancanza di tempo, per non cuocere la frutta per ore spappolandola ecc ecc.. Riconosco che - forse - senza pectina avrebbe un sapore diverso, ma io non sento alcun retrogusto e ammèmepiace!
Cosa serve?
1kg di pesche gialle
500gr di zucchero
1 bustina di pectina 2:1
una pentola grande
vasetti e tappi ben puliti e asciutti
tempo (anche se poco) libero da altri impegni
martedì 17 febbraio 2009
Confettura!
Cosa fare con un cestino di kiwi acquistati per ottenere l"effetto activia" ma che non si decidono a maturare!?
Ho provato anche a metterli insieme alle mele, dicono che funziona...niente da fare!
Stufa di vederli lì senza poterli gustare belli mollicci come piacciono a me, ho deciso di farne una marmellata, anzi una confettura.
Ho tratto ispirazione da Sara, che ci ha aggiunto lo zenzero, e poi ho seguito le istruzioni della MdP e l'ho cotta lì dentro. Non inorridite vi prego! Un braccio meccanico che gira al posto mio è cosa buona e giusta, no?!
Ingredienti
500gr di kiwi, peso già pelati
250gr di zucchero
succo di 1 limone
1 cucchiaino di zenzero grattugiato
1/2 bustina di pectina
Ho pelato e passato i kiwi, (non amo i pezzettoni, sorry!), ho aggiunto la pectina e il succo di limone e ho avviato la MdP. Il programma prevede 15' di "mescolamento" e 50' di cottura.
Dopo l'avvio ho lasciato che la macchina mescolasse bene la frutta facendo assorbire la pectina, poi ho aggiunto lo zucchero e ho chiuso il coperchio.
A fine ciclo, ho invasato in vasetti sterilizzati (1 dito d'acqua dentro il vaso, 10' di forno e via!) e ho chiuso. Chiudere i vasetti ancora caldi consente la chiusura sottovuoto (niente effetto clic-clac sul coperchio) e una conservazione più lunga. Io ho ottenuto un vasetto da 350gr, uno da 180gr e in uno circa 100gr.
Me gusta!
Ho provato anche a metterli insieme alle mele, dicono che funziona...niente da fare!
Stufa di vederli lì senza poterli gustare belli mollicci come piacciono a me, ho deciso di farne una marmellata, anzi una confettura.
Ho tratto ispirazione da Sara, che ci ha aggiunto lo zenzero, e poi ho seguito le istruzioni della MdP e l'ho cotta lì dentro. Non inorridite vi prego! Un braccio meccanico che gira al posto mio è cosa buona e giusta, no?!
Ingredienti
500gr di kiwi, peso già pelati
250gr di zucchero
succo di 1 limone
1 cucchiaino di zenzero grattugiato
1/2 bustina di pectina
Ho pelato e passato i kiwi, (non amo i pezzettoni, sorry!), ho aggiunto la pectina e il succo di limone e ho avviato la MdP. Il programma prevede 15' di "mescolamento" e 50' di cottura.
Dopo l'avvio ho lasciato che la macchina mescolasse bene la frutta facendo assorbire la pectina, poi ho aggiunto lo zucchero e ho chiuso il coperchio.
A fine ciclo, ho invasato in vasetti sterilizzati (1 dito d'acqua dentro il vaso, 10' di forno e via!) e ho chiuso. Chiudere i vasetti ancora caldi consente la chiusura sottovuoto (niente effetto clic-clac sul coperchio) e una conservazione più lunga. Io ho ottenuto un vasetto da 350gr, uno da 180gr e in uno circa 100gr.
Me gusta!
giovedì 17 aprile 2008
E allora chutney!! | Chutney di mandarini cinesi e zenzero
Dopo il televoto della scorsa settimana...ecco a voi il verdetto!!! Il risultato è stato certificato dall'A.A.D.A.P.L.T.D.P.(*).
Come si usa fare di questi tempi qui, qui, qui e anche qui....anche io mi sono cimentata nello smarmellamento. I mandarini cinesi le vittime designate di suddetto esperimento.
L'avevo già vista probabilmente, perchè all'epoca della versione originale iniziavo a zompettare di blog in blog in costante ammirazione, ma non avevo salvato questa meraviglia.
Dato il periodo di ristrettezze caloriche non l'ho assaggiata, la mamma ha detto che non è male e domani, in terra toscana, avremo la definitiva consacrazione.Vi copio la ricettina perchè - naturalmente - ho modificato dosi e proporzioni...brutto viiiiizio!
(*) Associazione Amici Dell'Assaggiatore Per La Tutela Delle Papille
CHUTNEY DI MANDARINI CINESI E ZENZERO
Ingredienti:
kumquat (mandarini cinesi) 350 gr
zenzero in polvere 1 cucchiaino
zucchero di canna 100 gr
aceto (io ho usato quello bianco) 50 ml
peperoncino dolce 1 cucchiaino
Tagliare i kumquat a pezzetti e aggiungere il resto degli ingredienti. Lasciare a macerare per 24 ore. Far cuocere in una pentola a fuoco basso per circa 30 minuti fino ad ottenere un composto denso. Frullare grossolanamente con il minipimer e versare il chutney ancora caldo nei vasetti perfettamente puliti. Capovolgere e far raffreddare.
Conservare in frigo.
Servire con la carne e con i formaggi stagionati.
Come si usa fare di questi tempi qui, qui, qui e anche qui....anche io mi sono cimentata nello smarmellamento. I mandarini cinesi le vittime designate di suddetto esperimento.
L'avevo già vista probabilmente, perchè all'epoca della versione originale iniziavo a zompettare di blog in blog in costante ammirazione, ma non avevo salvato questa meraviglia.
Dato il periodo di ristrettezze caloriche non l'ho assaggiata, la mamma ha detto che non è male e domani, in terra toscana, avremo la definitiva consacrazione.Vi copio la ricettina perchè - naturalmente - ho modificato dosi e proporzioni...brutto viiiiizio!
(*) Associazione Amici Dell'Assaggiatore Per La Tutela Delle Papille
CHUTNEY DI MANDARINI CINESI E ZENZERO
Ingredienti:
kumquat (mandarini cinesi) 350 gr
zenzero in polvere 1 cucchiaino
zucchero di canna 100 gr
aceto (io ho usato quello bianco) 50 ml
peperoncino dolce 1 cucchiaino
Tagliare i kumquat a pezzetti e aggiungere il resto degli ingredienti. Lasciare a macerare per 24 ore. Far cuocere in una pentola a fuoco basso per circa 30 minuti fino ad ottenere un composto denso. Frullare grossolanamente con il minipimer e versare il chutney ancora caldo nei vasetti perfettamente puliti. Capovolgere e far raffreddare.
Conservare in frigo.
Servire con la carne e con i formaggi stagionati.
martedì 15 aprile 2008
Proposta eno-gastro per il weekend
La blogosfera e il grande mondo del food mi lascia sempre più a bocca aperta..
La proposta di questa settimana è...rullo di tamburi..il Campionato mondiale di pesto genovese al mortaio, evento già segnalato da Sandra di UnToccoDiZenzero, che si terrà a Genova il 19 Aprile.
RICETTA UFFICIALE DEL PESTO GENOVESE AL MORTAIO
(da http://www.pestochampionship.it/)
4 mazzi (60-70 g. in foglie) Basilico Genovese D.O.P., garanzia della tipicità di profumo e sapore
30 g. Pinoli, 45-60 g. Parmigiano Reggiano Stravecchio grattugiato
20-40 g. Fiore Sardo grattugiato (Pecorino Sardo)
1-2 Spicchi d’Aglio di Vessalico (Imperia)
10 g. Sale Marino Grosso
60-80 cc. Olio Extra Vergine di Oliva “Riviera Ligure” D.O.P., dolce e fruttato, esalta il profumo del Basilico e del condimento
Siete in cerca di altre informazioni?
Cliccate qui o qui!
Volete invece restare in città? In occasione del Salone del Mobile, Whirlpool organizza un interessantissimo fuori salone, al Whirlpool Theatre, con divertenti show cooking live anche con Csaba, che tutti i food-addicted conoscono per la sua casa editrice, la Luxury Books. Trovate tutte le informazioni sul salone e gli eventi Fuorisalone qui!
La proposta di questa settimana è...rullo di tamburi..il Campionato mondiale di pesto genovese al mortaio, evento già segnalato da Sandra di UnToccoDiZenzero, che si terrà a Genova il 19 Aprile.

Se volete arrivare preparati, gli Chef per Caso propongono una sessione di allenamento collettivo, e forniscono anche la ricetta originale, per chi volesse allenarsi a casa:
RICETTA UFFICIALE DEL PESTO GENOVESE AL MORTAIO
(da http://www.pestochampionship.it/)
4 mazzi (60-70 g. in foglie) Basilico Genovese D.O.P., garanzia della tipicità di profumo e sapore
30 g. Pinoli, 45-60 g. Parmigiano Reggiano Stravecchio grattugiato
20-40 g. Fiore Sardo grattugiato (Pecorino Sardo)
1-2 Spicchi d’Aglio di Vessalico (Imperia)
10 g. Sale Marino Grosso
60-80 cc. Olio Extra Vergine di Oliva “Riviera Ligure” D.O.P., dolce e fruttato, esalta il profumo del Basilico e del condimento
Siete in cerca di altre informazioni?
Cliccate qui o qui!
Volete invece restare in città? In occasione del Salone del Mobile, Whirlpool organizza un interessantissimo fuori salone, al Whirlpool Theatre, con divertenti show cooking live anche con Csaba, che tutti i food-addicted conoscono per la sua casa editrice, la Luxury Books. Trovate tutte le informazioni sul salone e gli eventi Fuorisalone qui!
sabato 5 aprile 2008
Composta di cipolle rosse
Come ormai molti di voi avranno letto in giro, martedì scorso i foodblogger meneghini si sono incontrati da Nicola Cavallaro per...mangiare ovviamente! Per sapere cosa abbiamo mangiato, andate qui, ci sono anche le foto di Kja!. Sono stati Maricler e Fabrizio ad organizzare tutto, grazie grazie!
La serata è stata davvero piacevole, sia per la compagnia che per i piatti, la cosa che ho adorato letteralmente è stato il "contorno", servito per accompagnare la battuta di fassona piemontese, cioè pomodori verdi impanati e fritti e composta di cipolla di Tropea. Un delirio di gusto, papille gustative danzanti che per i giorni successivi chiedevano il bis!!
Sono un'appassionata di formaggi, li mangerei sempre, di tutti i tipi e..le mie forme generose ne sono la testimonianza (sigh!)..non potevo non provarci. Il risultato è molto buono, anche se nulla a che vedere con quella assaggiata al San Cristoforo.
Ho cercato la ricetta sul blog di Nicola ma niente...allora ho googolato "composta di cipolle" e...cosa si apre? Proprio il blog di Maricler e Fabrizio....se non è destino questo!
Ho usato dosi dimezzate ma avrei dovuto utilizzare un kilo di cipolle visto che già 1 vasetto era stato promesso all'Assaggiatore...
Riporto fedelmente:
COMPOSTA DI CIPOLLE ROSSE
Ingredienti:
500gr cipolle rosse di Tropea (mi raccomando la pronuncia..ih ih ih!)
150gr di zucchero di canna
1 cucchiaio raso di sale fino
1 bicchiere di vino bianco
il succo di 1 limone e mezzo
5 foglie di alloro
1 Affettate le cipolle molto sottili, unite lo zucchero, il sale e il vino e iniziate la cottura in una pentola ampia e dal fondo spesso (magari antiaderente).
2 Dopo 15 minuti, aggiungete il succo di limone e l'alloro. Cuocete per 1 ora e mezza a fuoco lento: se la preferite caramellata, fatela andare a fuoco vivace per gli ultimi 5 minuti.
La serata è stata davvero piacevole, sia per la compagnia che per i piatti, la cosa che ho adorato letteralmente è stato il "contorno", servito per accompagnare la battuta di fassona piemontese, cioè pomodori verdi impanati e fritti e composta di cipolla di Tropea. Un delirio di gusto, papille gustative danzanti che per i giorni successivi chiedevano il bis!!
Sono un'appassionata di formaggi, li mangerei sempre, di tutti i tipi e..le mie forme generose ne sono la testimonianza (sigh!)..non potevo non provarci. Il risultato è molto buono, anche se nulla a che vedere con quella assaggiata al San Cristoforo.
Ho cercato la ricetta sul blog di Nicola ma niente...allora ho googolato "composta di cipolle" e...cosa si apre? Proprio il blog di Maricler e Fabrizio....se non è destino questo!
Ho usato dosi dimezzate ma avrei dovuto utilizzare un kilo di cipolle visto che già 1 vasetto era stato promesso all'Assaggiatore...
Riporto fedelmente:
COMPOSTA DI CIPOLLE ROSSE
Ingredienti:
500gr cipolle rosse di Tropea (mi raccomando la pronuncia..ih ih ih!)
150gr di zucchero di canna
1 cucchiaio raso di sale fino
1 bicchiere di vino bianco
il succo di 1 limone e mezzo
5 foglie di alloro
1 Affettate le cipolle molto sottili, unite lo zucchero, il sale e il vino e iniziate la cottura in una pentola ampia e dal fondo spesso (magari antiaderente).
2 Dopo 15 minuti, aggiungete il succo di limone e l'alloro. Cuocete per 1 ora e mezza a fuoco lento: se la preferite caramellata, fatela andare a fuoco vivace per gli ultimi 5 minuti.
martedì 11 dicembre 2007
Ragù di seitan della cuoca petulante
Ieri sera, finalmente, dopo quasi dieci giorni di delirio assoluto in ufficio, sono tornata in cucina. Questa mia passione l'ho scoperta da poco, ho sempre pensato che "sprecare" tutto quel tempo in cucina fosse assurdo, ne abbiamo già così poco!
Invece, da quando vivo da sola (è già quasi un anno..cavoli!) e non devo rispettare i tempi di nessuno, se non i miei, ho scoperto che è molto rilassante, oltre che fonte di grosse soddisfazioni (quasi sempre)..
Devo dire che un po'mi piace anche vedere che le persone che mi stanno intorno si stupiscono del fatto che io stia imparando, forse mi avevano già dato per spacciata...
Tornando a noi, avevo il seitan in freezer da qualche giorno, sapevo che non avrei avuto tempo di prepararlo subito quindi ho preferito congelarlo e attendere tempi migliori, ma volevo proprio vedere se riuscivo a ricreare qualcosa di simile al ragù comprato sotto casa qualche settimana fa.
Ebbene, la missione è compiuta.
Con le mie dosi ho riempito due vasetti da 250gr circa.
400gr di seitan (il mio, fatto in casa!)
1carota
2 coste di sedano
1/2 cipolla
olio extravergine di oliva
1 bicchiere di vino rosso
500ml di passata di pomodoro
1 bicchiere d'acqua calda
Dopo aver pulito la carota, la cipolla e il sedano e averli tritati finemente, li ho fatti rosolare per 5' circa in due cucchiai d'olio dentro una pentola antiaderente con i bordi alti.
Dopo aver macinato il seitan, l'ho buttato nella pentola e lasciato cuocere per 10' girando di tanto in tanto, infine ho aggiunto il vino rosso e lasciato sfumare bene.
Ho quindi aggiunto la passata di pomodoro e l'acqua calda.
Ho coperto e messo la fiamma al minimo, lasciando cuocere per 1ora e mezza circa, mescolando di tanto in tanto e aggiustando di sale, se necessario.
Alla fine, ho tolto il coperchio e alzato la fiamma per un minuto circa per evaporare l'acqua in eccesso.
PS:se ci fate caso, mentre fotografavo fumava ancora...!
Il ragù originale della cuoca petulante lo trovate qui
Invece, da quando vivo da sola (è già quasi un anno..cavoli!) e non devo rispettare i tempi di nessuno, se non i miei, ho scoperto che è molto rilassante, oltre che fonte di grosse soddisfazioni (quasi sempre)..
Devo dire che un po'mi piace anche vedere che le persone che mi stanno intorno si stupiscono del fatto che io stia imparando, forse mi avevano già dato per spacciata...
Tornando a noi, avevo il seitan in freezer da qualche giorno, sapevo che non avrei avuto tempo di prepararlo subito quindi ho preferito congelarlo e attendere tempi migliori, ma volevo proprio vedere se riuscivo a ricreare qualcosa di simile al ragù comprato sotto casa qualche settimana fa.
Ebbene, la missione è compiuta.
Con le mie dosi ho riempito due vasetti da 250gr circa.
400gr di seitan (il mio, fatto in casa!)
1carota
2 coste di sedano
1/2 cipolla
olio extravergine di oliva
1 bicchiere di vino rosso
500ml di passata di pomodoro
1 bicchiere d'acqua calda
Dopo aver pulito la carota, la cipolla e il sedano e averli tritati finemente, li ho fatti rosolare per 5' circa in due cucchiai d'olio dentro una pentola antiaderente con i bordi alti.
Dopo aver macinato il seitan, l'ho buttato nella pentola e lasciato cuocere per 10' girando di tanto in tanto, infine ho aggiunto il vino rosso e lasciato sfumare bene.
Ho quindi aggiunto la passata di pomodoro e l'acqua calda.
Ho coperto e messo la fiamma al minimo, lasciando cuocere per 1ora e mezza circa, mescolando di tanto in tanto e aggiustando di sale, se necessario.
Alla fine, ho tolto il coperchio e alzato la fiamma per un minuto circa per evaporare l'acqua in eccesso.
PS:se ci fate caso, mentre fotografavo fumava ancora...!
Il ragù originale della cuoca petulante lo trovate qui
giovedì 6 dicembre 2007
Fiera dell'artigianato
L'altra sera, di corsa dopo l'ufficio, ho fatto una scappata veloce alla Fiera dell'Artigianato, consueto appuntamento pre-natalizio per il popolo milanese.
Beh...gli altri anni ho sempre girato solo i padiglioni Asia e Africa, in cerca di ideuzze carine per regali originali. Peccato che tutte le mie amiche/amici destinatari di tali pensieri natalizi fossero anch'essi allegri visitatori della suddetta fiera..cosicchè di originale, in fondo, non c'era proprio nulla...
Quest'anno, presa anche dalla voglia di comprare qualcosa di goloso, mi sono diretta verso il padiglione italiano e quello europeo.
Questa auto in versione "rivisitata" in feltro era nella zona del Trentino Alto-Adige:
Questo, invece è il magro bottino, purtroppo il tempo era davvero poco e io sembravo una bambina al luna park: occhi sgranati e bocca spalancata!
A sinistra la Mostarda al lampone con aceto balsamico di Alpe Pragas; a destra del Lardo al Bagnet Vert di Brencio
AGGIORNAMENTO DEL 17 DICEMBRE: assaggiato ieri a pranzo il lardo su crostini grigliati, spalmati di un velo di burro e ripassati in forno....buonissimooo!
Beh...gli altri anni ho sempre girato solo i padiglioni Asia e Africa, in cerca di ideuzze carine per regali originali. Peccato che tutte le mie amiche/amici destinatari di tali pensieri natalizi fossero anch'essi allegri visitatori della suddetta fiera..cosicchè di originale, in fondo, non c'era proprio nulla...
Quest'anno, presa anche dalla voglia di comprare qualcosa di goloso, mi sono diretta verso il padiglione italiano e quello europeo.
Questa auto in versione "rivisitata" in feltro era nella zona del Trentino Alto-Adige:
Questo, invece è il magro bottino, purtroppo il tempo era davvero poco e io sembravo una bambina al luna park: occhi sgranati e bocca spalancata!
A sinistra la Mostarda al lampone con aceto balsamico di Alpe Pragas; a destra del Lardo al Bagnet Vert di Brencio
AGGIORNAMENTO DEL 17 DICEMBRE: assaggiato ieri a pranzo il lardo su crostini grigliati, spalmati di un velo di burro e ripassati in forno....buonissimooo!
Colazione all'americana: i pancakes
Stamattina mi sono svegliata allegra..stranamente, visti i ritmi di questi giorni! Sto lavorando come una matta e mi resta pochissimo tempo per il "resto": non ho ancora comprato nemmeno un regalo di Natale (anzi il suo si..ih ih!!), non ho preparato nessuna ricetta per l'evento di Francesca e ho la casa che cade a pezzi...insomma sono incasinatissima.
Nonostante questo, non riesco proprio a rinunciare a qualche coccola quotidiana: una doccia bollente con il mio bagnoschiuma preferito, un bel film, una colazione dolce.
Ecco allora che stamattina (anche vista la scarsità di provviste in casa mia) mi è venuta un'idea: i pancakes!
La ricetta viene dalla mia bibbia.
Setacciare in una ciotola 125gr di farina autolievitante, aggiungere 2 cucchiai di zucchero e formare una fontana al centro. In un'altra ciotola, sbattere 2 uova insieme a 185ml di latte. Aggiungere questo composto agli ingredienti secchi e sbattere fino ad ottenere una pastella senza grumi. Lasciar riposare per 10'.
Scaldare una padella antiaderente o per crèpes su fuoco medio dopo averla imburrata.
Riprendere la pastella e versarla a cucchiaiate sulla padella calda, facendo attenzione che i pancakes non si tocchino l'un l'altro.
Cuocere per un minuto o finchè non inizino a formarsi delle piccole bolle sulla superficie. Girare i pancakes con una spatola e cuocere per un altro minuto.
Mangiare caldi serviti con marmellata o sciroppo d'acero (un classico!)

L'idea in più:
Per preparare una variante del classico pancake, potete mettere delle fettine di banana o dei mirtilli freschi sul pancake mentre sta cuocendo. Girare e lasciare poi che i frutti si cuociano sulla superficie. Servire con sciroppo d'acero.
Nonostante questo, non riesco proprio a rinunciare a qualche coccola quotidiana: una doccia bollente con il mio bagnoschiuma preferito, un bel film, una colazione dolce.
Ecco allora che stamattina (anche vista la scarsità di provviste in casa mia) mi è venuta un'idea: i pancakes!
La ricetta viene dalla mia bibbia.
Setacciare in una ciotola 125gr di farina autolievitante, aggiungere 2 cucchiai di zucchero e formare una fontana al centro. In un'altra ciotola, sbattere 2 uova insieme a 185ml di latte. Aggiungere questo composto agli ingredienti secchi e sbattere fino ad ottenere una pastella senza grumi. Lasciar riposare per 10'.
Scaldare una padella antiaderente o per crèpes su fuoco medio dopo averla imburrata.
Riprendere la pastella e versarla a cucchiaiate sulla padella calda, facendo attenzione che i pancakes non si tocchino l'un l'altro.
Cuocere per un minuto o finchè non inizino a formarsi delle piccole bolle sulla superficie. Girare i pancakes con una spatola e cuocere per un altro minuto.
Mangiare caldi serviti con marmellata o sciroppo d'acero (un classico!)

L'idea in più:
Per preparare una variante del classico pancake, potete mettere delle fettine di banana o dei mirtilli freschi sul pancake mentre sta cuocendo. Girare e lasciare poi che i frutti si cuociano sulla superficie. Servire con sciroppo d'acero.
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