mercoledì 22 aprile 2009

Save the planet

Non sono riuscita a partecipare a "M'illumino di meno" quest'anno, gli eventi mi stanno facendo fare mille capriole in qua e in là e ho sempre meno tempo...quello che ho lo uso per dormire!! :-)
Ma da qualche giorno tutti parlano di questa "festa" e siccome ci credo molto, ve ne vorrei parlare. Se andate su Google, oggi, troverete un header particolare..cliccandoci sopra, leggerete questo articolo:


Il 22 aprile è la Giornata della Terra. Una “festività” nata nel 1970 su proposta del senatore democratico americano Gaylord Nelson, con la spettacolare adesione di 20 milioni di americani che si mobilitarono in quello che segnò l’inizio del moderno ambientalismo. L’idea che la preoccupazione per la salute del pianeta e la voglia di fare la propria parte per proteggerla potesse essere simbolicamente rappresentata da una manifestazione collettiva ha avuto da allora un successo crescente.
Quasi quarant’anni più tardi ce n’è più bisogno che mai, e l’Earth Day è divenuto un
evento realmente globale. Nel conto alla rovescia che comincia oggi per il 40°
anniversario, si inaugura anche la Green Generation Campaign, i cui principi cardine sono un futuro basato sulle energie rinnovabili, la responsabilità individuale e il consumo responsabile, la creazione di un’economia verde che porti posti di lavoro e tolga milioni di persone dalla povertà. Obiettivi ambiziosi, del resto sono in molti a credere, il presidente americano Obama in testa, che la crisi economica vada vista come l’occasione per fare scelte di campo in direzione ambientalista. L’era dello spreco, del consumo smodato e della ricchezza accumulata sfruttando i carburanti fossili per il momento sembra avviata a un rapido tramonto.
Siccome la platea a cui è fondamentale rivolgersi è quella dei giovani, che dovranno farsi da subito protagonisti di un radicale cambio di mentalità rispetto alle generazioni precedenti, l’invito è anche a investire nell’istruzione e nella sensibilizzazione ai temi della responsabilità individuale a partire dai banchi di scuola. Solo così è possibile creare una consapevolezza diffusa di ciò che va fatto per mettere riparo ai danni inferti all’ambiente fino ad oggi. Non si tratta, insomma, di una semplice, per quanto globale, manifestazione di protesta. Lo slogan dell’evento è “Fai la tua parte”.




Cosa possiamo fare noi? Me lo sono chiesto quando sono andata a vivere da sola, quando questo tipo di scelte non sarebbero state imposte alla mia famiglia.
Da allora cerco di stare attenta a tante piccole, piccolissime cose che sembrano delle banalità ma servono, e tanto!
1. quando faccio la spesa mi porto sempre dei sacchetti di cotone o altro materiale "che non si butta". Oltre a risparmiare (lo so, sono soli pochi centesimi!) non creiamo altra spazzatura.
2. chiudo l'acqua quando faccio la doccia o mi lavo i denti. Al momento mi trovo costretta a lavare a mano i piatti, ma nella nuova casa avremo una lavastoviglie. Può sembrare strano ma con una di quelle a basso consumo si risparmia davvero: meno acqua, meno detersivo e meno tempo. E poi è comoda!!
3. cerco di seguire il più possibile la raccolta differenziata. Anche se ancora sono schiava dell'acqua in bottiglia (a casa nostra è imbevibile, speriamo nell'addolcitore in quella nuova!) divido plastica, vetro, carta, umido e il resto va tutto nell'indifferenziato. Da quando siamo "rigidi" l'indifferenziato è quasi sempre vuoto!
4. uso sempre la macchina, purtroppo! Lavoro lontano da casa ed è scomodissimo con i mezzi, ci metterei il triplo del tempo e non ce la farei con i tempi, ma quando devo percorrere tratti più brevi cerco di vincere la pigrizia e giro a piedi. Prossimo step: comprare la bici!
Chiaccherato da Monique alle 11.32 |  
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